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lucciole

Le lucciole fanno parte del patrimonio naturalistico italiano, però a causa dei pesticidi, dell’inquinamento e della cementificazione stanno man mano sparendo.

Fino a metà anni ’80, comparivano, sia nelle periferie che negli spazi aperti di campagna.

Per molti della società attuale risultano piccoli e insignificanti, ma “madre natura” li ha donati di una caratteristica straordinaria, capace, ancora oggi, di stupire i ragazzini con il tablet in una mano e lo smartphone nell’altra. La bioluminescenza.

A questo punto il quesito è: che fine hanno fatto le lucciole? Le lucciole stanno veramente scomparendo? La risposta, purtroppo, è si.

Sono in declino in molte aree del mondo, in alcune zone come Malesia e Thailandia sono addirittura dimezzate, in questo caso a causa soprattutto della deforestazione. In Europa il paese che ha visto la diminuzione maggiore è l’Inghilterra.

Le Lucciole sono l’indicatore della qualità dell’ambiente

Questi insetti (lampiridi per la precisione) sono animali tanto affascinanti quanto sensibili ai cambiamenti climatici e alla salubrità dell’aria, e dunque delicati.

Sono proprio loro infatti a segnalarci se un ambiente è “pulito” e libero da veleni. Ecco dunque che quando le vediamo sappiamo anche di trovarci sicuramente in un luogo dove non sono stati usati prodotti chimici.

La cementificazione e l’agricoltura intensiva con il conseguente uso dei pesticidi hanno eliminato le lumache e le chiocciole che sono la principale fonte di nutrimento per le loro larve, mettendo a rischio la loro sopravvivenza.

Ma anche l’inquinamento luminoso ha fatto la sua parte impedendo ai due sessi di riconoscersi proprio nel momento del corteggiamento/accoppiamento.

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