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Olio di semi di lino: come, quando e perché usarlo

Abbiamo già parlato dei Semi di lino e delle loro proprietà insostituibili, che li rendono validi alleati per la cura dei capelli, per le infiammazioni gastrointestinali e per quelle della pelle e componenti essenziali per una alimentazione corretta e bilanciata.

Dalla spremitura di questi semi, precedentemente essiccati o tostati, estratti dalla pianta Linum Usitatissimum, si ottiene l’Olio di Lino, validissimo alleato in molti ambiti.

Come sappiamo, infatti, i semi di lino sono particolarmente ricchi di sali minerali, proteine e, soprattutto, lipidi. Per questo motivo, l’olio che se ne ricava è costituito per il 40-60% da acido alfa-linoleico (ALA) , per il 15% da acido oleico e da altre molecole biologicamente attive, ossia i lignani e i glicosidi.

Proprio l’acido alfa linoleico è uno dei precursori degli acidi grassi essenziali della serie Omega 3.

Quali sono le proprietà dell’olio di semi di lino? Innanzitutto, sembra che abbia attività infiammatoria e antiossidante, nonché vasoprotettiva e antiproliferativa.

Grazie a queste sue qualità, da ricondurre soprattutto alla presenza dell’ALA, viene molto utilizzato per il trattamento della stitichezza, delle dislipidemie, dell’ipertensione e delle malattie cardiovascolari.

Queste attività si esplicherebbero grazie alla capacità dell’olio di lino di favorire l’integrità delle membrane cellulari, di inibire l’aggregazione piastrinica e, quindi, ridurre la tendenza a formare trombi, di svolgere azione antinfiammatoria nei confronti dell’endotelio e di agire come ipocolesterolemizzante.

Oltre all’ALA, anche i lignani hanno un ruolo importante: oltre all’azione emolliente dell’olio sulle feci, proprio i lignani sembrerebbero contribuire nel trattamento della stitichezza. Aiutano, infatti, a normalizzare la peristalsi ed esercitano un ruolo protettivo sulla mucosa intestinale.

Come si usa?

Due cucchiaini al giorno di olio di lino sono sufficienti, in quanto soddisfano il fabbisogno giornaliero di ALA. Per essere assimilato ed elaborato meglio, si consiglia di assumerlo in pasti poveri di zuccheri semplici e grassi animali, magari per condire un piatto a base di verdure e carne bianca.

Proprio perché molto ricco di acidi grassi polinsaturi, è anche facilmente deperibile. Fate attenzione, quindi, alla conservazione! L’olio di semi di lino irrancidisce rapidamente: deve essere consumato necessariamente entro un mese dall’apertura (nel caso in cui si utilizzino boccette da 250 o 500 ml) e conservato in bottiglie opache ben sigillate, riposte in un luogo fresco, preferibilmente in frigorifero.

Una soluzione a questo problema potrebbe essere quella di assumerlo sotto forma di capsule o perle, disponibili in commercio. Queste, tuttavia, apportano un quantitativo modesto di acidi grassi essenziali rispetto alla forma pura.

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